Giù le mani

Nov 12, 2007

La violenza attorno allo sport è un problema eterno.

Rossella Frasca spiega, nella sua introduzione al volume Memorie Olimpiche di De Coubertin, cosa intendessero i greci quando parlavano della tregua olimpica, ovvero del periodo in cui, come si diceva fino a qualche anno fa, le guerre venivano sospese durante le Olimpiadi - o come si pensa oggi, veniva concesso un diritto di passaggio a chi si recava alle Olimpiadi, in modo che si potessero attraversare le zone in guerra protetti da un’immunità sacra. Le Olimpiadi infatti erano celebrate in onore di Zeus e chiunque partecipasse in qualunque modo (atleta, spettatore, giudice, fornitore di servizi, filosofo, oratore, artista ecc.) godeva quindi della protezione del padre degli dei.

Questo privilegio veniva chiamato ekekeiria, tradotto in linguaggio poco ortodosso ma corrente: «Giù le mani!». Giù le mani, non toccate chi ha lo spirito sportivo, chi celebra i valori dello sport. Frasca suggerisce di recuperare questa santa usanza e soprattutto le sanzioni per chi la infrange: chi rovina lo spirito di fratellanza che si celebra tramite lo sport venga escluso da tutto il civile consorzio, non solo dai successivi avvenimenti sportivi. Chi non rispetta l’ekekeiria venga fermato al cancello, non entri, non partecipi, venga escluso.

Bibliografia: Immagine di Memorie olimpiche

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