L’hockey su ghiaccio è uno sport che ha fama di essere decisamente violento, un sport da uomini duri. Uno studio del 1988 ha mostrato che il 70% degli infortuni derivavano dal gioco “sporco” o falloso, cioé 7 infortuni su 10 erano causati dalle botte degli altri giocatori. Peggio ancora, si è scoperto che non solo il gioco falloso veniva tollerato, ma addirittura insegnato. Si assisteva quindi a un consistente numero di abbandoni e presto il gioco sarebbe rimasto senza interpreti.
Dal 1988 la federazione del Quebec [link ->] in base al quale vengono assegnati punti supplementari nella classifica generale alle squadre che “si comportano bene”.
Franc Jeu fait également ressortir une nuance importante de la pratique du hockey : il s’agit d’un sport qui se joue avec intensité et qui exige des joueurs une implication physique assez grande ; néanmoins, ces aspects ne constituent pas une porte ouverte à l’intimidation et aux gestes dangereux. Ces débordements doivent être sanctionnés et bannis ; dans cette foulée, Franc Jeu jette un éclairage pertinent sur leur gravité.
ovvero (traduzione mia)
Franc Jeu mette in evidenza una sfumatura importante della pratica dell’hockey: si tratta di uno sport che si gioca con intensità e che esige dai giocatori uno sforzo fisico molto grande; tuttavia, questi aspetti non costituiscono una porta aperta all’intimidazione e ai gesti pericolosi. Queste deviazioni devono essere sanzionate e bandite; in quest’ottica, Franc Jeu fa luce chiaramente sulla loro gravità.
Dalla stagione 2003/04 i risultati hanno cominciato a essere importanti soprattutto a livello amatoriale. Quelle che chiamano “tavole di ottenimento” evidenziano come la percentuale di punti assegnati per il comportamento corretto sono aumentate di anno in anno, ma il dato di più facile lettura è quello dei numeri di falli commessi per partita: si passa dai 6.06 del 2003 ai 5.85 del 2004 ai 5.79 del 2005. L’hockey femminile è meno violento.
