Sport femminile
Le tappe dello sport femminile si possono riassumere in grandi periodi (consiglio anche Aledda 2002 [link ->]):
1. Grecia arcaica e classica: atteggiamento ambivalente. Platone (Repubblica, 451d-457b [link ->] [link ->]) fa dire a Socrate che le donne guerriere devono praticare la ginnastica (letteralmente: “cosa che si fa da nudi” o da “poco vestiti”) tanto quanto gli uomini guerrieri, perché ci si deve basare sulla natura come attitudini e non sulla natura come sesso biologico. Sappiamo che a Sparta le donne si allenavano con gli uomini (e Sparta è un modello politico per diversi filosofi ateniesi, paradossalmente) almeno fino al matrimonio; evidentemente la ginnastica per le donne era un metodo per essere madri forti di figli forti. Ma ad Atene e in gran parte della Grecia erano escluse.
2. periodo cristiano: il cristianesimo è decisamente ostile alla ginnastica (lancia accuse - anche fondate - di volgarità, viziosità, omosessualità e persino pedofilia) perché la ginnastica è culto del corpo. Invece il cristianesimo usa la distinzione platonica tra reale e ideale per dare priorità allo spirito, l’unico regno non controllabile dalle legioni romane. Le donne vengono rigettate in posizione subordinata: sono veicolo del peccato, e in fondo è colpa di Eva se siamo finiti tutti in questa valle di lacrime; loro sono più corpo che spirito e quindi si possono decisamente scordare lo sport. Questo ammonimento varrebbe anche per gli uomini, ma fortunatamente questi sono attratti dal richiamo della palla (chi non lo subisce? Basta vedere un pallone e vien voglia di giocare), non ascoltano il parroco e così alcuni giochi sopravvivono durante tutto il Medioevo, e altri ne nascono che saranno poi aperti alle donne.
3. XVIII sec.: la rivoluzione industriale cambia il mondo. La vita si svolge in città e le condizioni igieniche scarse consigliano una pratica ginnica per ragioni di salute. Il passo verso lo sport è breve.
4. XIX sec.: anche le donne cominciano ad avere accesso allo sport. Sono inizialmente le appartenenti ai ceti elevati. Golf e tennis, assieme all’equitazione, sono gli sport d’elezione. Golf e tennis sono tra i primi sport olimpici femminili. Curioso il fatto che De Coubertin fosse contrario alla partecipazione femminile alle Olimpiadi. Peraltro stiamo arrivando anche agli anni delle suffragette, delle lotte per i diritti civili, alla prima affermazione del femminismo.
5. Il Novecento: Shari Dworkin e Leslie Heywood studiano la figura della donna atleta come modello per le giovani. La seconda ondata del femminismo (quella degli anni ‘60/’70) ha portato a diverse conquiste, per esempio all’approvazione (1972) del Title IX [link ->] dell’Education Amendment, negli USA; in base a questo emendamento della Costituzione, tutte le istituzioni finanziate anche o solo con fondi federali/statali devono garantire pari opportunità di accesso allo studio e allo sport per tutte le classi fino ad allora discriminate. La terza ondata è la presente: le giovani cominciano a vedere le atlete non più come “uomini mancati” ma come modelli anche di femminilità. Atlete come la Kournikova [link ->] o Marion Jones [link ->] che appaiono tanto sulle copertine di riviste di sport quanto su quelle di moda sono un portato della nuova cultura. Virtù e vizi del nuovo modello non mancano (per esempio, la Jones ha confessato [link ->] di essere stata una dopata). Secondo Dworkin e Heywood sono più le virtù.
Manuale di discriminazione | Iliade XXIII
March 9th, 2008 at 12:25 #
[...] Si può considerare anche la possibilità che il college infranga le disposizioni del Title IX [link interno ->]: pur essendo privato, e quindi non finanziato pubblicamente, crea aree educative chiuse, dalle [...]
Ha ragione Mabel Bocchi | Iliade XXIII
August 23rd, 2008 at 8:49 #
[...] dimostrano Dworkin e Heywood [link interno ->] le cose stanno cambiando. Forse sono addirittura sbilanciate, se è vero che a questi Giochi si è [...]