Sportoghese
Oggi, consci o no, parliamo tutti sportoghese.
Per sportoghese si intende un modo di esprimersi che fa ampio uso di termini propri dello sport per parlare d’altro. Ci sono tonnellate di esempi: per esempio quando usiamo “fair play” per parlare di un comportamento leale, senza tiri mancini (altro esempio).
È stato sostenuto che l’uso dello sportoghese nella politica è un “colpo basso”, portato da chi sta al potere contro i governati per creare un ambiente diverso nel quale i politici sono professionisti e i cittadini sono tifosi - e in quanto tali, non si preoccupano più di cosa fa la politica, ma solo che la loro parte politica vinca. Non è un caso che la situazione italiana contemporanea sia quella che è, dal momento che l’ha causata la discesa in campo (sportoghese fin dalla prima mossa) di un presidente di una squadra di calcio: gli aventi diritto al voto sono degli ultras che seguono senza porsi domande la propria bandiera, i propri colori. Lo spirito critico è stato annullato.
La figura politica più studiata sotto questo aspetto è l’ex presidente USA Richard Nixon [link ->]; è noto che prima dello scoppio dello scandalo Watergate [link ->] nel 1972 il presidente repubblicano si considerava il coach di una squadra di football, si rivolgeva ai suoi esecutori più fidati come a dei quarterback e così via. La pretesa del governo era gestire la cosa pubblica senza che nessuno si potesse intromettere.