I filosofi e lo sport
John L. chiede ai filosofi di AskPhilosophers [link ->] come mai i filosofi trattino poco lo sport [link ->]. Si chiede in particolare come mai siano i contemporanei e i moderni a non trattarlo, mentre gli antichi ne parlavano e lo usavano per spiegare concetti, come Aristotele [link interno ->]. E molti ne facevano: Platone, o Cleante che prima di diventare scolarca degli stoici era un pugile.
La risposta mi sembra un tentativo di eludere la domanda: «è una questione di tempo, non si può studiare tutto».
Però anche gli antichi studiavano tutto. Aristotele è proprio l’esempio migliore di un filosofo che si è interessato di tutto. E allora Kalynne Pudner corregge il tiro: i filosofi preferiscono occuparsi di cose che fanno curriculum da filosofo. Questione di mercato.
Caro John, ti rispondo io: i filosofi non si occupano di sport perché lo ritengono una cosa troppo popolare e quindi volgare. La cultura occidentale è vittima della dicotomia corpo-mente (colpa del cristianesimo, colpa di Descartes [link ->], colpa un po’ di tutti) e della preferenza accordata alla mente o spirito, anima. Solo gli stupidi si dedicano a cose corporee, i veri intelligenti lavorano di mente. E i filosofi sono intelligenti, per definizione. Quindi, i filosofi non si occupano di sport per pregiudizio e perché ormai non lo capiscono.
Ivo Silvestro
January 5th, 2008 at 6:02 #
Nel mio caso, non so se si tratta di superiorità della mente sul corpo o di accidia. Propendo per la seconda, comunque.
In ogni caso, alcuni link per ridimensionare la tua tesi (sostanzialmente corretta, secondo me: considerale delle eccezioni che confermano la regola).
The nihilism of soccer; Sini: Perché Schiaffino era teoretico e Maradona no; tutto l’indice di questo numero di Linea bianca, rivista (a conferma della tua tesi) chiusa.
alex
January 6th, 2008 at 8:09 #
links molto interessanti (nel senso che, pur dedicandomi proprio alla filosofia e in particolare all’etica dello sport non li conoscevo
).
hai notato però come anche sini fin dall’inizio dica chiaramente che senza la peculiare “intelligenza teoretica” di schiaffino il calcio diventa solo una esibizione di muscoli e polmoni? anche lui cioè fa la distinzione mente-corpo. e rincara la dose quando sottolinea la pochezza fisica del giocatore - cito: “Schiaffino era fisicamente l’uomo più normale, cioè in questo senso mediocre, del mondo. Non era alto né robusto; non era veloce e non possedeva talenti atletici speciali”.
io credo che se uno fa sport il suo fisico non è “mediocre”, o magari lo è all’inizio ma poi con l’allenamento migliora. se non mette su muscoli, magari fa fiato. comunque qualcosa più della “mediocrità”.
comunque,non è che io sono poi un superatleta eh! ginocchio scassato, panza… e una particolare intelligenza teoretica che mi permette di giocare a basket senza muovermi
Ivo Silvestro
January 6th, 2008 at 10:02 #
Che ci vuoi fare: mica è facile uscire da 2500 anni di storia (dell’anima ne parlava già Platone…)!