Gli sport descrivono la società
Osservare gli sport nell’ambito della società permette di notare che spesso raccontano la società in cui sono praticati. Sono uno strumento sociologico.

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Per esempio, in Europa il calcio è lo sport più praticato. Del calcio si può notare subito la scarsezza delle segnature: i punteggi sono bassi, si fanno pochi goals. Strano, visto che il goal è il fine dello sport calcio. Ma pensiamo ai suoi natali: l’Europa, in specifico l’Italia, medievale. Il “calcio fiorentino” in cui squadre foltissime si affrontavano in una guerra simulata - ma neanche troppo finta, visto che ci si faceva seriamente male. Una società che viveva la guerra e particolarmente l’assedio. Il calcio è assedio, una cosa macchinosa, lenta e con pochi risultati tranne il farsi tutti del male. D’altro canto, il primo comandamento del calcio è “non prenderle”.
Contrariamente, gli sport americani hanno uno spirito diverso, sono sostenuti dall’impeto di conquista e di confronto diretto, personale.

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Il baseball rappresenta, si dice, l’epopea della conquista del West, a tappe (prima base, seconda e terza) fino all’altro Oceano (casa base), con fatica.
Il football è militaresco, rude, inquadrato; le squadre hanno staff giganteschi, le tattiche sono studiate lungamente e tenute segretissime - un altro parallelo della guerra.

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Il basket è ancora diverso: nato per tenere in forma divertendosi i giovani universitari durante l’inverno, si svolge in spazi piccoli (rispetto agli altri sports) e con pochi giocatori: prevale l’iniziativa, la creatività, l’attacco. Molti punti. Rappresenterebbe la società più attiva, quei tycoons americani che si creano imperi dal nulla contando su pochi fidati alleati. Ma dati gli spazi ristretti favorisce il lavoro della difesa, per cui si rende necessario che il “campione” sappia passare la palla: contano l’individuo e la squadra, che è un’idea democratica.
In genere, si può dire che gli sport raccontano la società, e che in società accettiamo degli sport valutandoli in base ai canoni etici della società stessa. Oggi non accetteremmo giochi gladiatori, ma neanche quel gioco afgano simile al polo ma con un cadavere di capra al posto della palla.
