Immaginiamo una scena di questo tipo: l’individuo Pinco Pallino prende in giro l’individuo Gino Solitomino [link ->]. Moralmente riprovevole, a prima vista. Gino Solitomino avrebbe il nostro appoggio qualora si sentisse offeso e volesse farsi valere.
Immaginiamo però che Solitomino sia parecchio ingenuo, e non si renda conto del sarcasmo di Pinco Pallino. Magari Pallino fa un complimento falso, nascondendo la sghignazzata sotto i baffi, e Solitomino lo prende per vero. Forse ringrazia anche. In questo caso, Gino Solitomino è stato offeso?
Marco Aurelio nei suoi Consigli a se stesso dice: togli il giudizio e sarà tolto il “sono stato offeso”; togli il “sono stato offeso” e sarà tolta l’offesa. Chiaramente parla di una pratica del perdono e della comprensione: le parole non fanno male, e questo tipo di cose. Ma stravolgiamo un attimo il senso: “togli il giudizio” come “non ha la facoltà di giudicare”. Se Gino Solitomino non sa giudicare l’offesa, allora non è stato offeso? Nonostante le intenzioni di Pinco Pallino?
Si arriva a questo blog o per conoscenza diretta o per ricerche in internet. Nel secondo caso, chi scrive un blog è spesso stupito dalle chiavi di ricerca che rimandano al suo spazio in rete. Faccio degli esempi:
il gigante che cammina
la gioia più grande è sempre sull’altra riva
definizione di pusillanime
chi sa propaganda e sport nel fascismo??
essere meccanici iliade
tema: lo sport è un’attività che rende < sani> sia il corpo che la mente
By practising a sport you build your body and your character
zero filosofico
nikolai valuev muore dopo incontro
Che io sappia, i giganti non hanno mai avuto problemi di deambulazione. Non ci trovo niente di strano nel fatto che camminino. Mi fa invece temere la seconda chiave: è vero? Cosa indica se è una metafora? E se non è una metafora?
Ben 7 persone hanno cercato qui la definizione di pusillanime. Eccola in breve, tagliata con l’accetta: pusillanime è il contrario negativo di coraggioso (il contrario positivo, se si può dire, è temerario). Il pusillanime ha un vizio nel suo carattere, non ha sviluppato la qualità del coraggio (il temerario l’ha sviluppata troppo, l’ha sorpassata, è fuori misura).
Non ricordo strofe dedicate ai meccanici nell’opera di Omero, mi spiace. Magari non so leggere tra le righe. Nemmeno riesco a immaginare lo zero filosofico. Ho letto cose che ci vanno vicine, comprese cose che scrivo io. Ma proprio zero no (principio di benevolenza).
Infine, Nikolai Valuev non è morto. Spero che i russi conoscano riti e gesti apotropaici, spero che li conosca bene lui.
Oscar Pistorius ha ottenuto dal TAS (ovvero il tribunale del riesame dove finiscono tutti i contenziosi sportivi) il via libera. Potrà partecipare alle Olimpiadi con i normodotati, ammesso che riesca a ottenere il tempo minimo per l’accesso. Al momento Pistorius dovrebbe limare un secondo al suo record personale.
Pistorius è privo di entrambe le gambe e per correre usa due lamine in carbonio: queste sono l’oggetto del contendere, perché per alcuni gli concedono un vantaggio illecito (la sua falcata è più produttiva, perché le lamine rispondono meglio delle gambe “naturali”), per altri al massimo lo mettono alla pari (perché in partenza è notevolmente attardato, e se fa freddo le lamine sono troppo rigide).
Ieri sera a Otto e mezzo ne hanno discusso Giovanna Melandri e Luca Pancalli:
Nessuno ha detto la cosa a mio parere più semplice: Pistorius è senza gambe. La tecnica che lo aiuta non la usa per avere qualcosa di più rispetto ai competitori, ma per avere le stesse opportunità.
Il discorso sarebbe diverso se le avesse scelte per avere vantaggi. Ma partendo da uno svantaggio, la sua intenzione è solo colmare il gap.
Me l’hanno attaccata! È stato Ivo [link ->]. Adesso tocca rincorrere gli altri, toccarli e attaccarla a loro. Possibilmente urlando “CE L’HAI!”. Possibilmente colpendo forte, per avere il tempo di scappare.
Non posso riattaccarla a chi me l’ha passata, quindi scelgo cinque blogs che leggo con piacere (pur conoscendo di persona solo gli autori dei primi due) e che ritengo vere eccellenze:
Finalmente è giunto il momento fatidico: l’ora di ribellarsi contro le convenzioni vecchie come il cucco, insopportabili rimasugli di un mondo che non c’è più. Liberiamoci dalle pastoie che ci legano, ci incatenano al vivere civile: smettiamo di parlare italiano!