Esempi da non imitare
Ritorno di semifinale di calcio di Coppa Italia, Lazio-Inter: Materazzi (I) falcia Pandev (L) e si guadagna una meritata espulsione. Alla fine la sua squadra passa il turno comunque, e lasciamo quindi stare gli altri colpi di testa nel curriculum di questo signore. Quello che vorrei evidenziare è invece l’intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport, reperibile anche online [link ->], del 9 maggio.
Materazzi sostiene che Pandev abbia insultato lui e l’Inter, e che abbia quindi commesso un peccato di ingratitudine visto che lo stesso Pandev ha cominciato la sua carriera italiana nella squadra milanese. Per questo motivo, evidentemente, il maturo (mentalmente, è attorno ai 7 anni se ragiona così) Materazzi ha pensato che un calcione a spazzare le gambe dell’avversario da dietro fosse un’azione giusta, una corretta punizione per l’ingratitudine del macedone. Non cercate un rapporto proporzionale tra offesa e punizione, perché non c’è alcuna proporzione. Il difensore interista continua: Pandev ha aggravato le sue colpe quando ha augurato alla Roma, inseguitrice dell’Inter, di vincere lo scudetto.
Materazzi, ancora, si chiede «da dove arrivi tanto livore» contro la sua squadra. Chissà, allora, da dove arriva il livore che lo spinge a spaccare le gambe a chi la pensa diversamente da lui. Ma ormai non mi stupisco più: questo è il calcio.
ilbusca
May 18th, 2008 at 10:55 #
Attento Aske a non fare di tutta l’erba un fascio.