Medagliere olimpico

Jul 31, 2008

Sports Illustrated tenta un pronostico sul podio di tutte le discipline di Pechino2008 [link ->]

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by alex | Categories: senza categoria | Tagged: | No Comments

I nomi dello sport

Jul 27, 2008

Si può fare una distinzione tra sport e gioco in quanto il gioco non ha regole fisse, è generalmente più spontaneo, mentre lo sport ha regole e classifiche. Però non sempre è stato così.

I Romani chiamavano ludi gli eventi che oggi riterremmo sport: per esempio le corse con le bighe. E il termine sport deriva da desport, antico francese che significa passatempo, divertimento - gioco. C’è quindi stato un incrocio dei termini con uno scambio di significato.

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by alex | Categories: concetti, storia | Tagged: , , | 6 Comments

Perbacco!

Jul 26, 2008

Dal sito ibs.it [link ->]

Lo devo comperare.

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Lazer

Jul 17, 2008

L’etica dello sport prende piede. Su Talking Philosophy si discute [link ->] del costume delle meraviglie, lo Speedo LZR [link ->]. Con questo costume negli ultimi 5 mesi sono caduti 38 record mondiali. Chi non lo ha in dotazione, perché ha un diverso sponsor tecnico, lancia accuse di vario genere.

(Fonte immagine: speedointernational.com [link ->])

Da un punto di vista legale, come nota LaBossiere nel suddetto post di Talking Philosophy, non c’è niente da dire: non esistono leggi che impediscano lo sviluppo di costumi più performanti, è una semplice dotazione tecnica, il costume non nuota da solo e per battere i record ci va comunque allenamento. Invece sembra che eticamente ci sia qualcosa che non va. Cosa?

Il punto principale è che il vantaggio non è disponibile per tutti. Lo sport è sì classifiche, gerarchie, diseguaglianze - ma dopo la partenza: lo spirito sportivo è che, escludendo le doti naturali, si parta tutti dallo stesso livello. O tutti o nessuno con il LZR. Visto che la Speedo non può cedere le sue scoperte agli avversari, si prospetta questo:

- tutti i produttori fanno un tale casino per far proibire lo Speedo

- tutti i produttori si svegliano e scoprono qualcosa che pareggi il supercostume

Però la Speedo non può rinunciare alla vetrina delle Olimpiadi, con tutti i record mondiali che arriveranno, per questioni di mercato. Le Olimpiadi sono più spettacolo che celebrazione dello sport: miliardi su miliardi tra sponsor, spettatori, tv e altri media. Non c’è via d’uscita.

Un supporto tecnologico, a mio parere [link interno ->], non è sempre illecito moralmente: basta che il supporto serva solo per supportare le prestazioni, non aumentarle. Se lo Speedo LZR aumenta (come pare provato) le prestazioni, allora è illecito. E se le Olimpiadi avessero ancora il senso di celebrare lo sport, ogni azione illecita verrebbe proibita o punita se scoperta.

Suggerito da Ivo de L’estinto [link ->]

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Mein Schulfreund

Jul 9, 2008

Sarà l’atmosfera di questi giorni, fatto sta che si parla molto di legalità in senso teorico, qualche volta anche filosofico. Un bel post di Ivo racconta un sogno in cui un mondo iperegualitario diventa terribilmente ingiusto [link ->] proprio per difendere il principio che “la legge è uguale per tutti”, quindi non fa differenza a chi venga applicata la legge.

Oggi pomeriggio La7 trasmetteva Nella morsa delle SS, titolo originale Mein Schulfreund, “il mio compagno di scuola” [link ->]. Come al solito la traduzione italiana è sbagliata e non permette di capire di cosa parla il film (lo stesso se fosse un libro). Datato 1960, regia di Robert Siodmak, racconta la storia di un postino.

Sul finire della guerra, scrive a Hermann Göring che aveva conosciuto quando erano compagni di scuola. Chiede al suo vecchio amico di mettere fine alle follie di Hitler. La lettera viene intercettata, il postino Fuchs condotto in tribunale e condannato a morte. Göring interviene per salvarlo, ma non trova di meglio che farlo passare per malato di mente: non responsabile delle sue azioni. Ha salva la vita, ma perde il lavoro e quella diagnosi peserà sul resto della sua vita: dopo la guerra cerca in tutti i modi di riavere il suo lavoro in posta (ah, sti statali!), e ci riuscirà solo alla soglia del pensionamento.

I punti salienti sono, agli occhi di chi si interessa di morale e politica, diversi: primo, a un malato di mente la legge permette di chiedere a un amico potente di fare qualcosa per abbattere un governante. Che è quello che si deduce dal fatto che il sobillatore rivoluzionario non è stato giustiziato.

Per riavere il suo lavoro, Fuchs distrugge un ufficio postale a bastonate. In questo modo ottiene un processo, dove il suo avvocato eccepisce che assiste un malato di mente, ci sono le carte che lo provano, non si può metterlo in galera. Fortunatamente, i giudici dispongono nuove perizie dalle quali finalmente risulta che Fuchs non è malato di mente, quindi va condannato a 6 mesi di galera (fuori con la condizionale) e al risarcimento dei danni. Però questa condanna gli permette di mostrare che lui non è malato di mente, così ottiene il suo lavoro, la paga arretrata e va in pensione. Un lieto fine arzigogolato.

Non del tutto lieto però: la figlia di Fuchs è emigrata in America con il marito, un chimico chiamato a Berkeley a insegnare. Prima di ottenere il riconoscimento della sua sanità, Fuchs pensava di emigrare con loro, ma il modulo per avere la carta verde conteneva la domanda “siete mai stati dichiarati malati di mente?”. In seguito, una volta dichiarato sano, il povero postino si trova però ugualmente impossibilitato a raggiungere la figlia perché ha una condanna, per aver bastonato l’ufficio postale. In qualsiasi modo si muova, Fuchs rimane impantanato, incolpevole vittima delle leggi.

Ora: mi pare che le leggi siano percepite come corde che legano tutti con l’unico fine di legare tutti. Non è che siamo vittime della propaganda antimagistratura?

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