Discorsi vuoti
Ci sono alcuni che, ritenendo che il compito del filosofo sia quello di non dire mai nulla a caso, ma sempre argomentando, spesso non si rendono conto di fare discorsi estranei all’oggetto e vuoti, e si comportano così talvolta per ignoranza e talvolta per esibizionismo, e accade che anche persone esperte e capaci di agire siano vittime di individui che non posseggono né hanno la capacità di acquisire un pensiero ordinatore e in grado di orientare l’azione1.
- Aristotele, Etica Eudemia, 1216 b 40 - 1217 a 7. Trad. di A. Fermani ↩
Sorge il dubbio: esistono, o sono mai esistiti, filosofi pronunciatori di “discorsi estranei all’oggetto e vuoti”?
(Comunque tutta la descrizione della “situazione” mi ricorda gli strali di Schopenhauer contro il ciarlatano e millantatore Hegel…)
infatti sono strali contro tutti quelli che blaterano e si nascondono dietro parole complicate e, appunto, vuote. e se lo diceva già aristotele più di 2000 anni fa…