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Perché “Iliade XXIII”?

Nel libro XXIII dell’Iliade si raccontano i giochi funebri organizzati da Achille in onore di Patroclo, sulle spiagge troiane. In questo blog mi occupo di competizione, di filosofia, etica e storia dello sport e in quel libro XXIII c’è tutto quello che serve per iniziare a capire il tema: c’è la competizione in senso stretto - quando i campioni si confrontano in una determinata specialità seguendo precise regole, c’è il senso di unione, c’è il tifo, ci sono i “furbi” - il “saggio” Nestore che consiglia al figlio Antiloco di tagliare la strada ai carri più veloci, Antiloco che lo fa mettendo a rischio la vita dei cavalli e di chi li guida (Menelao), Ulisse che gioca sporco nel confronto con Aiace, e c’è anche chi si incazza: Menelao che accusa Antiloco di frode, le liti sugli spalti tra Idomeneo e Aiace d’Oileo (”non ci vedi manco più in là del tuo naso, sta seduto!” e “scommettiamo?”). Insomma, niente di nuovo sotto il sole.

Alex:

Laurea in Filosofia con tesi su Thomas Reid. Dottorando in Filosofia, con progetto in etica dello sport.

Autoreferenzialità:

Recensioni:

- Foot, Philippa, La natura del bene, Il Mulino, Bologna, 2007 su Recensioni Filosofiche [link ->]

- Fraser, Nancy e Honnet, Axel, Redistribuzone o riconoscimento?, Meltemi, Roma, 2007 su Recensioni Filosofiche [link ->]

Articoli:

- “Il doping è un vizio?” [link pdf ->] in Esercizi Filosofici, vol. 2, n° 2 - Luglio-Dicembre 2007, Università degli Studi di Trieste [link ->]

Contatti:

Facilmente raggiungibile: alex {at} iliadexxiii(.)net

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