L’invidia è una brutta cosa
L’invidia è una brutta cosa. Ieri le colleghe al lavoro hanno stabilito che “tutti gli uomini invidiano Scamarcio” (cit.), che era sulla copertina, chissà a quale titolo, di Sport Week. Io, in quanto rappresentante del genere maschile, ho opposto che no, mica vero. C’è una folla di uomini sani di mente che lo scamorzo manco lo considerano. E poi l’invidia è una brutta cosa e, almeno per quanto mi riguarda personalmente, non fa parte del mio carattere. Comunque, se proprio dovessi invidiare qualcuno per le sue fattezze, cercherei figure migliori. Non so, un Alain Bernard, che era sulla Gazzetta e su tutti i giornali ieri e oggi per i suoi exploit agli Europei di nuoto di Eindhoven: ha abbassato il record sui 100 metri stile libero a 47″60 l’altroieri, e si è ritoccato il record in finale portandolo a 47″50. Tempi impressionanti, ma quello che ha colpito è proprio la potenza fisica del nuotatore francese. Sembra che nell’ultimo anno abbia messo su 10 chili di muscoli. Non è per niente facile e infatti l’italiano Magnini, negli ultimi due anni il migliore della specialità, ha masticato amaro e pronunciato mezze accuse che sottintendono un uso non lecito della farmacologia. Se proprio devo invidiare l’aspetto di qualcuno, comunque, meglio Bernard che Scamorzo. Credo che tutti i maschi sani di mente la pensino allo stesso modo.