Quando Alasdair MacIntyre parla di pratiche, distingue per ciascuna dei beni interni ed esterni. I beni interni di una pratica sono quelli che si possono ottenere solo con quella pratica. Nello sport, questo punto di vista può coincidere con quello di Robert Simon, che riprendendo le tesi di Jane English [link interno ->] aggiunge ai benefici fondamentali e scarsi/supplementari i benefici costitutivi. Simon ha in mente soprattutto il piacere del gioco, quello che il giocatore prova e può aumentare dedicandosi maggiormente al gioco stesso, in modo da apprendere meglio le tecniche. Diventa un piacere funzionale, saper fare sempre meglio i movimenti del proprio gioco. Un piacere che deriva da un’eccellenza, sempre in costruzione. Chi non gioca non può nemmeno conoscere questo bene interno, anche se vede che i campioni possono in aggiunta godere di beni esterni come la fama e il denaro (parallelo con Jane English: gli scarce benefits); i beni esterni non dipendono dalla pratica, ma possono essere comuni a pratiche diverse. Posso avere soldi e fama facendo lo sportivo, il politico, il boss della malavita.

Sono dunque i beni interni che perseguo a caratterizzare il mio valore morale.

Bibliografia: Immagine di Dopo la virtù Immagine di Fair Play

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