Non so se qualcuno consideri sport il palio di Siena. Spero di no, io comunque non lo faccio. In primo luogo, per lo stesso motivo per cui non considero sport le corse di cavalli (o altri animali) e le corse auto-motoristiche: non è l’atleta che “si muove”, ma il mezzo (cavallo, moto, auto…). 1 Un altro motivo sono i frequenti infortuni (anche mortali) che capitano ai cavalli: vengono sfruttati, usati, non sono “liberi”, e muoiono - questo non ha niente a che vedere con lo sport.

Ma un terzo elemento è lampante a chiunque abbia la sventura di incappare nelle trasmissioni televisive dell’avvenimento senese: passano ore prima che il cavaliere fuori decida di entrare tra le corde e faccia così iniziare la corsa. Occorre che la contrada avversaria del cavaliere fuori sia messa male, che parta svantaggiata. E tra le corde, vige lo stesso principio: è essenziale che i nemici perdano, ancora più di essere i vincitori. E si intrecciano alleanze, comprando le complicità di altri che non hanno magari speranze oggettive di vincere, per intralciare la gara a contrade avversarie.

Un manuale di comportamento antisportivo.

  1. ovviamente non rientrano in questa distinzione gli sport in carrozzina o in bicicletta, perché in entrambi i casi la forza motrice è la forza dell’atleta

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by alex | Categories: casi | Tagged: , | No Comments