Kongzi
Molti si sono accorti di un particolare, nella cerimonia d’apertura dei Giochi di Pechino 2008: mancavano riferimenti a Mao. Che come particolare è bello grosso, non è che ti sfugge facilmente. Hanno preferito presentare all’Occidente una faccia più rassicurante, quella del Maestro Confucio (Kong Qiu, Kong Zhongni, Kongzi, 551-479 a.C.): gli «amici venuti da lontano», le immagini quando si presentava la scrittura, eccetera.
Però, sarebbe il caso di dare particolare risalto a una differenza fondamentale tra Confucio e Mao, tra il Maestro e il Grande Timoniere. Mentre Mao era un fervente praticante e “apostolo” dell’attività sportiva nel suo Paese, Confucio era un letterato, vale a dire un funzionario di corte, un burocrate. E sulla competizione aveva pensieri precisi. Dai Dialoghi:
Il Maestro disse: «nel tiro con l’arco, l’importante non è trapassare il cuoio, giacchè la forza delle persone non è uguale. Questo è il criterio degli antichi» 1
e
Il Maestro disse: «il signore non entra in competizione. Deve pur competere nel tiro con l’arco: ma giunge le mani nell’inchino e lascia il posto agli altri quando sale sul podio, e quando ne discende e beve. Anche nella competizione resta un signore» 2
Competere è roba da buzzurri; se trapassi il cuoio (ovvero il bersaglio) perché sei forte, in realtà assumi una prerogativa che non è tua: primeggi. E solo il signore può primeggiare. Ma il signore primeggia e poi fa il modesto, quindi se primeggi e non sei un signore sei un buzzurro. A Confucio la competizione sembrava una forza sovversiva, e la sovversione è male.
Con questi presupposti, la cerimonia d’apertura può essere vista in modo leggermente differente.
