Ora, io ho dato ai tempi (iscritto nel 1997 alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Torino, sede di Vercelli - poi è diventata Università del Piemonte Orientale, mi sono laureato nel 2002). Non so quanti iscritti si possano convincere dopo un video così “americano”.
Quello che so, è che non mi iscriverei alla Facoltà di Scienze della Comunicazione che ha curato il progetto, perché alla prima domanda si inventano un «A cena con Kant o con Hegel?»1 atroce.
Nel mondo classico, il filosofo era generalmente maschio e barbuto (Socrate [link ->], Aristotele [link ->]…). Musonio Rufo [link ->] nelle Diatribe sottolinea che bisogna tenere corti i capelli e lasciar crescere la barba. Si sa che l’imperatore Adriano [link ->] cominciò a portare la barba proprio per seguire l’esempio dei filosofi. E l’imperatore-filosofo Marco Aurelio [link ->] era barbuto.
Nel mondo contemporaneo i filosofi sono generalmente maschi (poche sono le donne, anche se molto importanti - per esempio Martha Nussbaum [link ->], Philippa Foot [link ->], Elizabeth Anscombe [link ->], Hannah Arendt [link ->]…), ma meno barbuti. Basta dare un’occhiata alle foto di Steve Pyke, che ha raccolto due album dedicati ai filosofi, Philosophers I [link ->] e Philosophers II [link ->].